Nokia fa la spesa con il cellulare
Joe Martello
E’ uscito VLC 1.0.0

Da pochi giorni è possibile scaricare ed installare il nuovo VLC 1.0.0. Questa nuova versione introduce molte nuove funzionalità, nuovi formati e nuovi codecs al media player e risolve un alto numero di bugs presenti sulle versioni precedenti………….
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Joe Martello
Il Rover Lunare potrebbe essere un Pikup!

Ne abbiamo già parlato in un vecchio articolo il prototipo di ruota della Michelin “Tweel” sarà usato per il Rover Lunare della Nasa. La michelin Tweel è stata progettata per non avere camere d’aria. Il copertone esterno è sorretto da una particolare struttura a nido d’ape capace di prestazioni molto simili se non superiori a quelle di una classica ruota. Proprio a 40 anni dal primo sbarco dell’uomo sulla luna la Nasa ha spiegato che il prototipo del Lunar Rover sarà molto simile ad un Pikup, dotato di ben sei ruote ruote di tipo Tweel , di pala come i Bulldozer, il motore erogherà una potenza di 36 cavalli vapore per una velocità massima di 15 miglia orarie. La pala inoltre servirà per scavare nel suolo lunare e creare cavità in grado di mettere al riparo tecnologie sensibili alle radiazioni.
Fonte articolo e foto : USA TODAY
Joe Martello
UTube Ripper : Scarica e converte video da Youtube
Con l’avvento dei social video come Youtube ssono nate a loro volta applicazioni software per gli utenti di Windows per scaricare e convertire, in modo semplice, i video di youtube in altri formati. Per gli utenti Linux e Ubuntu Linux è possibile usare Utube Ripper che scarica e converte i video da Youtube.
Usare Utube Ripper è molto facile, si incolla semplicemente il link al video presente su Youtube ed il gioco è fatto. il formato nel quale il video è convertito di default è *.flv ma con l’opzione “Convert FLV” è possibile convertire nei formati Mpeg ed Xvid.
Il programma non funziona sempre al 100% , speriamo risolvano presto questi problemi.
Home UTube Ripper
Joe Martello
Come dovrebbe essere un paese civile
Pubblico questo editoriale, perchè leggendolo mi ha colpito profondamente.
(di Giovanni Carbone) Raggiungo il posto di lavoro servendomi del trasporto pubblico. La vettura inquina, impoverisce, impigrisce, abbrutisce. Dalla Stazione centrale di Napoli arrivo a piedi al Centro Direzionale dove ho incontrato un giovane sedicente ghanese con il berretto teso per raccogliere moneta. Un paese civile contrasta l’accattonaggio. A Napoli c’è un mendicante ad ogni angolo, fuori ciascuna Chiesa o ciascun supermercato o ciascun cimitero… Di solito, i caporali li sbarcano dal loro furgone e li collocano nei posti più strategici in cambio del trenta percento del ricavato.
Da dove vieni? Dal Ghana. Da quanto tempo sei qui in Italia? Nove mesi. Come ti chiami? Mathew, ovvero Matteo. Non parli italiano? No. Domani mattina ti ritroverò qui? Sì. Ti darò una serie d’informazioni.
L’indomani mattina l’ho ritrovato al solito posto. Gli ho dato un manuale utile a conoscere i luoghi dove mangiare, dormire, lavarsi, ricevere indumenti… Io stesso l’ho accompagnato alla mensa dei Carmelitani di Piazza Mercato. Qui ha avuto istruzioni di come utilizzare il servizio mensa. Di buonora può godere della prima colazione e ritirare il tiket che gli consente di mangiare un pasto in uno dei due turni di mezzogiorno. Il giovane, che ho conosciuto con gli occhi della disperazione, appariva ossigenato dall’interessamento nei suoi riguardi ma anche diffidente perché incredulo, dopo tante sofferenze patite, della gratuità del mio impegno.
L’ho poi accompagnato alla Gesco Sociale, un’agenzia di promozione sociale e di sviluppo senza perseguire fine di lucro, ubicata nel palazzo dell’INPDAP di Poggioreale. Si rivolga a Dedalus due piani più su, sono meglio organizzati per questo tipo di esigenza. Dedalus ci ha inviati invece ad un’altra associazione sita in Corso Garibaldi. Ahinoi, c’interessiamo soprattutto di minori. Per questo caso sarà risolutivo rivolgersi all’associazione che si trova in Santa Maria la Nova. Qui incontriamo Marco, un addetto dell’ONLUS, che grazie ad un progetto legalmente riconosciuto, ha dichiarato Matteo residente presso la sua associazione. Marco lo ha pure identificato compilando i dati in un’apposita scheda. Dal colloquio in inglese è venuto fuori che Matteo di 25 anni ha raggiunto, in un classico barcone e solito calvario, Lampedusa, dove gli è stato rilasciato un permesso di soggiorno come rifugiato che gli scade a dicembre. Entro tale data, Matteo, se vorrà beneficiare di un ulteriore permesso di soggiorno, dovrà provare alla Commissione presso la Questura di Caserta le difficoltà che lo hanno costretto a espatriare e che gli rendono difficile il rientro.
La sua storia continua. La madre, del Ghana, sembra sia stata uccisa. Anche il padre, nigeriano, è deceduto. Ha delle sorelle, una convivente ed una bambina che ha visto fino a pochi mesi. Attualmente di un anno, la bambina è gravemente malata per ignota causa, come gli è stato comunicato in questi giorni. Di fatto Matteo viene dalla Nigeria, anche se sente di appartenere di più alla cultura del Ghana dove pare abbia vissuto alcuni periodi.
D’altra parte, dire di essere nigeriano non l’aiuta: i pregiudizi aumentano vorticosamente e, a torto o a ragione, anche l’ostilità. Ha poi raccontato di aver trovato a nero, nei pressi di Forcella, un posto letto in una stanza occupata già da altri due nigeriani per la cifra di € 250 mensili. Per tanto è obbligato a raccogliere molte monetine nel mese, indispensabili a far fronte alle varie necessità. Matteo termina il colloquio raccontando i fatti che gli sono accaduti proprio di recente.
Un gruppo di connazionali, provenienti da Castelvolturno e in giro per Napoli, lo avrebbero individuato e assaltato. Lo stesso gruppo qualche tempo prima pretendeva che lui Matteo facesse parte della loro gang. Sembra che gli avessero dato anche dei soldi. Pur di non far parte del clan Matteo gli avrebbe però reso l’importo. Di qui l’atto intimidatorio dei nigeriani e la volontà del giovane di volerli denunciare. Marco gli ha fissato, a questo punto, un appuntamento con un legale disponibile a seguirlo convenientemente.
A colloquio concluso, chiedevo a Marco di inserire Matteo in qualche corso di recupero scolastico e/o un corso di lingua italiana. Il periodo estivo ha rinviato la richiesta.
Intanto con la residenza è stato possibile ottenere, il giorno dopo, il codice fiscale e avviare la procedura per procurarsi la tessera sanitaria. Il lunedì mattina ho condotto Matteo all’ASL di via De Gasperi che si è detta incompetente. Quella interna all’ospedale Gesù e Maria rilascia la tessera a chi è privo di permesso di soggiorno. Quella di Piazza Nazionale ci ha mandati in Via Cesare Battisti presso la ASL, finalmente giusta al caso. Dopo una prima fila, siamo scesi per provvederci della copia del Codice Fiscale, della residenza e del permesso di soggiorno. Fatta una seconda fila gli è stata rilasciata la tessera incompleta del timbro che viene apposto nella sede di Via De Gasperi. Un iter burocratico incomprensibile e che lascia senza parole. Da italiano ho trovato complicato percorrere le varie tappe dell’assurdo labirinto!
Il medico di base nominato fa studio in Piazza Mercato nei pressi della mensa dei Carmelitani. Qui abbiamo incontrato il carmelitano don Domenico della Tanzania. Mi ha raccomandato di accompagnare Matteo alla Curia dove incontrare un sacerdote che s’interessa dei nigeriani. Mi ha pure suggerito di interpellare le suore di Madre Teresa di Calcutta che ospitano chi è senza fissa dimora.
Mercoledì, intorno alla mezza, per una serie di casualità, ho rivisto Matteo, il giovane migrante, uscire dalla mensa dove aveva appena pranzato e che nel primo pomeriggio, come d’accordo, aveva l’appuntamento con l’avvocato a Santa Maria la Nova. Ho colto l’occasione per fargli conoscere, nello spacco, un po’ la città. Siamo arrivati a San Martino servendoci del trasporto pubblico. In questa circostanza, ho avuto prova che Matteo conosceva di Napoli Piazza Garibaldi e il Centro Direzionale. Di fronte alla funicolare è rimasto esterrefatto. Al Vomero ha avuto l’impressione di stare in un altro mondo. Gli si è mozzato il fiato al cospetto del golfo di Napoli visto da San Martino. Avrebbe voluto scattare foto a iosa.
Ahimè, impreparato, non avevo l’apparecchio fotografico. Siamo quindi ritornati alla funicolare per scendere in Piazza Plebiscito. Una breve tappa e via per Santa Maria la Nova. Intorno alle quattro pomeridiane Matteo è stato ricevuto dal legale che si è riservato. Intanto informavo Marco sull’opportunità di un eventuale appoggio di Matteo presso le suore di Madre Teresa di Calcutta. Prima prova presso questo indirizzo – mi ha detto. Cosa che abbiamo fatto il giorno successivo.
In questa strada del vasto e al secondo piano dello stabile indicato, sulla porta c’era affissa la tabella del Comune di Napoli. All’accettazione ci è stato riferito: troverete a giorni un posto letto nella nostra struttura di una traversa di via Duomo. Sono stato anche lì. 12 posti letto per quelli senza dimora, due o tre per stanza, sala televisione e servizi igienici. Insomma, una bella fortuna. Trovandoci in Via Duomo, ci siamo recati alla Curia dal sacerdote indicatoci dal carmelitano. Non l’abbiamo trovato. Su ulteriori indicazioni abbiamo invece raggiunto in un ufficio distaccato della Curia e negli stessi paraggi, una suora abile a dialogare in inglese che previo l’esibizione dei documenti originali prometteva a Matteo il suo sostegno nella ricerca di un posto di lavoro. All’uscita Matteo ha finalmente esternato la sua gioia oramai non più comprimibile: Signor Giovanni, mi hai cambiato la vita! Chiaramente l’ho spronato a rivolgere i suoi ringraziamenti al buon Dio.
I miei amici Nella e Mario, titolari di un affermato negozio di oggettistica nei dintorni di Piazza Garibaldi, hanno potuto costatare giorno per giorno l’evoluzione del caso. Hanno sicuramente inneggiato al successo ottenuto con tenacia e competenza. Matteo ha forse recuperato speranza e soprattutto dignità. La dignità di essere un soggetto capace di scrivere la propria storia e non un oggetto vagante tra una sventura e l’altra! Una considerazione unanime e spontanea! Oggi Matteo può contare su una rete di affetti, su trasparenti punti di riferimento. Può contare su se stesso divenuto un po’ più padrone della città e delle sue risorse. Può contare sull’amore e su un Dio che gli ha aperto la porta in un momento di profondo scoramento.
Alcune considerazioni sono d’obbligo. Perché l’esistenza di tanti labirinti? Per evitare il superaffollamento nei vari servizi e strutture? O perché a beneficiare dei servizi devono essere i soliti pochi fortunati? Perché la mancanza di accessibili informazioni? È la strategia idonea a scoraggiare la numerosa utenza? Perché incoraggiare l’accattonaggio? La perdita della dignità, che porta ad atti inconsulti, non è tanto grave rispetto al guadagno realizzato? Perché lasciar sviluppare vertiginosamente il volontariato? Non sarebbe più utile riorganizzare gli stessi volontari delle innumerevoli associazioni, spesso accattone, in centri meglio rispondenti con maggiori garanzie? Apparentemente il volontariato nasconde la disoccupazione, rende possibile il precariato, libera dalle responsabilità l’autorità che delega ai privati, ma quanta ingiustizia foraggia, quell’ingiustizia che degenera e fa danni superiori. Il volontariato concepisce figli e figliastri. Gratifica chi? Quanti? A conti fatti, rimpiazzando ciascuno al proprio posto verrebbe fuori un’organizzazione meglio produttiva e più giusta a beneficio dei più. Il volontario autentico dà direttamente il suo contributo allo svantaggiato. Non si serve dell’intermediario. Il benefattore che ama se stesso, ama anche il suo prossimo, chi gli sta nel cuore. Sa che lo svantaggiato non ha solo bisogno di denaro. Né si sciacqua la coscienza con un euro da regalare oggi ad una domani ad un’altra delle 230.000 associazioni.
Una notizia dell’ultima ora riferisce sulla volontà del governo a costruire carceri nuove! Dove lo svantaggiato costa alla collettività oltre € 300 al giorno! Giovanni Carbone 12 luglio ’09
Fonte: www.caserta24ore.it
Joe Martello
Maarten Timmer’s VertiGO concept – Il futuro design delle moto elettriche?

A cosa dovrebbe somigliare una moto elettrica? Dovrebbero i Designers cercare, il più possibile, di creare macchine alternative simili alle loro cugine a combustibile fossile o dovrebbero ispirarsi a nuove fome che spezzino col passato? Questa questione sarà, come minimo, nelle menti dei designers in erba ti tutto il mondo nei prossimi anni.
Marteen Timmer, uno studente al lavoro su un master all Deft University of Technology, crede che le moto elettriche abbiano bisogno di forme differenti dalle vecchie moto a combustibile alle quali certamente noi siamo più abituati, ed il suo concept VertiGO prova questa idea molto bene.
Possiamo vedere alcune analogie tra la VertiGo e la superbike della Vectrix (vedi Foto), specialmente nell’uso dello spazio negativo che si trova al centro della moto. Poichè le moto elettriche, ovviamente, non hanno bisogno di carburante, per la VertiGO si è usata una soluzione per un sellino a sbalzo nel posto in cui, normalmente, ci si aspetterebbe di trovare il serbatoio. Comunque in linea di massima credo che la moto abbia un bellissimo design e voi cosa ne pensate? Lasciatemi una vostra impressione.

Joe Martello
Fonte: Autobloggreen
Galleria su Autobloggreen : Maarten Timmer’s VertiGO electric motorcycle concept
Chrome: semplice Browser o Sistema Operativo?
Chrome, il browser di Google Webkit-based darà loro una posizione dominante sui desktop e più controllo sulle applicazioni web. Mentre noi crediamo che Chrome sia orientato a combattere il dominio di Internet Explorer, il vero bersaglio sembra davvero essere Windows.
Quelli di Big G hanno scritto in proprio il motore javascript nonostante il fatto che Webkit ne possedesse già uno. Questo dovrebbe rendre le applicazioni in Ajax come Gmail e Google Docs molto performanti. Quando è combinato con Gears, che rende possibile l’accesso offline (vedere cosa ha fatto Myspace usando Gears per vedere quanto siano potenti assieme), Chrome non è nient’altro che un sitema operativo via desktop che andrà a competere testa a testa con Windows.
Ci aspettiamo di vedere milioni di dispositivi di rete, anche dispositivi desktop, nei prossimi anni che strapperanno alle finestre di windows tutto il loro potere perchè avremo bisogno solo del browser. Questo sarebbe comunque accaduto, ma Chrome + Gears rende la decisione molto più semplice per le case costruttrici di hardware.
Microsoft nel frattempo, è imbrigliata in un browser closed source che non può legare al proprio motore di ricerca per problemi di concorrenza sleale. Google invece può dedicarsi a spingere il proprio motore di ricerca e gli altri servizi web tutto il giorno senza che incappi in problemi da Antitrust. Quindi Chrome non solo potrebbe presto portare ad un incremento esponenziale di fatturato per Google ma potrebbe allo stesso tempo spingere Microsoft sulla strada del Free-computing e questo non sarebbe male.
Ma forse parliamo di un Fantascenario futuro!!!
Joe Martello
Moovida: più che un media player

Moovida è più di un semplice media player, si tratta invece di un potente media center che porta il meglio di internet sullo schermo della tua TV. E’ in grado di creare automaticamente la tua libreria digitale che potrai navigare direttamente dalla poltrona con un telecomando. L’interfaccia elegante ed intuitiva mostra automaticamente opere d’arte e fanart e da accesso alle sinossi dei film e alle informazioni dell’artista. Moovida prima era conosciuto col nome di Elisa.
Caratteristiche di Moovida
Ricerca
Ricerca il tuo artista preferito, canzone, Film, TV show o le tue foto personali.
Foto
Anteprima
Slideshows animate con simpatici effetti (dissolvenza incrociata, flip, cubi, cartolina)
Manipolazione album
Organizza le tue foto in base alla data
Visualizzazione a schermo intero di tutte le immagini supportate e dei loro formati attraverso la Tv
Buon controllo immagine come ruotare, info immagine, pausa, immagine successiva/precedente
Ascolti musica mentre guardi le foto
Organizzazione Automatica delle immagini (le più viste, viste di recente, aggiunte di recente)
Riconosce le telecamere digitali ed altri dispositivi Plug&Play
Plugins: Flickr, Deviantart
Films & Show TV
Guarda tutti i tuoi video & dvd
Supporto Full HD
Supporto per tutti i formati video
Organizza i tuoi files video in film e show TV
Organizza i tuoi show tv in stagioni ed episodi
Amministra i tuoi video preferiti
Accesso in streaming sula tua rete
Playlist automatica dei video non visti, i più visti, gli ultimi visti e aggiunti di recente
Sfondi Full HD (fan art) per tutti i tuoi film e TV show
Lista attori per i TV show
Riassunto della trama e informazioni addizionali per tutti i film e TV show
Supporto sottotitoli (incluso ed esterno)
Selezione audio della lingua per DVD
Accesso a contenuto attraverso un ottimo plugin
Plugins come YouTube, Balzac, Onion News Network, TED, Game Trailers, Powell Skateboard Video podcast, Discovery Channel News, Apple Movie Trailers, Qik Mobile Videos, RTBF, Flemish TV
Codec video supportati : mpeg1, mpeg2, vp6, svq3, mpeg4, h264, h263, theora, wmv
Contenitori video supportati : avi, asf, mov, ogg(ogg,ogv,ogm), matroska (mkv), flv(flash video), mpeg
Formati sottotitolo supportati : srt, ssa, sottotitoli inclusi nei contenitori supportati
Musica
Ascolta tutta la tua musica
Organizzza la tua musica a seconda dell’artista, album, genere, durata ed ordine alfabetico
Download automatico della copertina
Visualizzazione audio durante la riproduzione del suono
Ottime funzioni di ricerca per trovare tutte le canzoni nella tua libreria
Aggiungi file audio da altri computer sulla tua rete
Streaming via rete della tua musica
Organizza i tuoi preferiti in base all’artista, album, Traccia e radio
Playlist automatica dei file ascoltati di recente, più ascoltati e recentemente aggiunti
Integra la tua libreria con servizi che offrono materiale on line
Plugin come Shoutcast, Grooveshark, Yes.fm, RTBF radio e Flemish radio
Codec audio supportati : mp3, ac3, aac, dts, vorbis, flac, wma
Ed ancora
Condividi i tuoi file multimediali con la TV
L’nterfaccia è ottimizzata per la visione via TV
Telecomando supportato
Navigazione ottimizzata per telecomandi semplici con solo 5 bottoni
Riconoscimento automatico dei files multimediali
Riconoscimento automatico dell’ iPod, videocamere, hard drives USB, ed altre periferiche
Aggiornamento automatico dei plugin e del programma
Supporto per lingue multiple e contenuto geo-targhettizzato
Intallazione rapida dei plugin consigliati per aiutarti a trovare le ultime caratteristiche
Open source significa che hai accesso al codice sorgente e puoi cambiare ciò che hai installato
Combina tutta la tua musica, film, TV show e immagini e sfogliali con un unica interfaccia
Installa Moovida in Ubuntu Jaunty
Prima di tutto bisogna editare /etc/apt/sources.list file
sudo gedit /etc/apt/sources.list
Aggiungi le seguenti linee
deb http://ppa.launchpad.net/moovida-packagers/ppa/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/moovida-packagers/ppa/ubuntu jaunty main
Salva ed esci
Aggiungi la chiave GPG usando il comando che segue
sudo apt-key adv
--recv-keys--keyserver keyserver.ubuntu.com e478bb3b6bcd9f67c5137df13135cd5c26c2e075
Aggiorna la souce list
sudo apt-get update
Installa moovida usando il seguente comando
sudo apt-get install moovida
Questo completerà l’installazione
Uso di Moovida
Opri Moovida da Applicazioni—>Audio & Video—>Moovida Media Center

Moovida si sta caricando

Menu principale di Moovida Media Center

Menù della Musica

Menù dei film

Menù delle foto

Menù degli Show TV

Menù dei plugin

Menù Dispositivi & Condivisioni

Si possono scaricare i plugin da qui
Fonte: Ubuntu Geek
Foto: Ubuntu Geek
Video: Youtube
Joe Martello





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